martedì 8 aprile 2008

M'è capitato che qualcuno mi chiedesse perché scrivo e disegno storie di guerra, anche in questo stesso blog. Allora diedi quella risposta, che fondamentalmente è ancora valida. Oggi però, durante una delle mie solite ricerche per documentarmi su fatti e manufatti mi sono imbattuto in questa fotografia.


Ricordo esattamente che molti anni fa vidi un filmato con questo stesso aereo che spanciava paurosamente sul ponte della portaerei, sbandava avvicinandosi pericolosamente al bordo della pista, rimaneva in questa terribile posizione di equilibrio precario e, sotto la spinta e il terrore del pilota che non trovava di meglio che accelerare a manetta, prendeva fuoco.

Fino a stamattina, il filmato si interrompeva, non ho saputo come era andata a finire. Il pilota, Byron M. Johnson, se l'è cavata senza troppi danni. Ma siccome una foto non è come un filmato (un po' come un film non è un fumetto, no?) qui la cosa che si nota, e che mi ha profondamente colpito, è un'altra, anzi, un altro: il tenente Walter L. Chewning Jr. Ufficiale di ponte (benedetta Wikipedia). Si, quel signore che si sta arrampicando sull'aereo.

Quello che sta sotto al suo piede, ancora (incredibilmente) agganciato alla pancia dell'F6F è un serbatoio ausiliario e come è evidente è rotto e in fiamme, così come già buona pare della fusoliera. Di un aereo che si regge sul ponte non si sa come. Con le ali piene dei caricatori delle 6 mitragliatrici.

E non viene già la voglia di raccontare del coraggio di quest'uomo, o dell'incoscienza, anche? Di chi sia, da dove viene, cosa faceva prima della guerra e dopo, se gli è sopravvissuto?

Non che non ci voglia coraggio, e molto, per vivere anche oggi, pur senza guerre (almeno da noi). Ma a me basta un'immagine così per emozionarmi. Un individuo che per salvarne un altro non trova niente di meglio che saltare su una bomba in fiamme e tirarlo fuori.

8 commenti:

  1. prova ad iscriverti nel sito dove le faccio anchio! li puoi farle facilmente :)

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  2. Ehi! Sergio!
    Grazie, in effetti l'ho scritto proprio perché mi sono emozionato. Sono contento che si senta

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  3. Cavoli se si sente... a me viene voglia di saperne di più anzi!

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  4. Bella sta foto!
    sai che a me è successa una cosa simile? su un libro ho una foto della sagoma in stile Wile E. Coyote, lasciata da un poveraccio che è caduto da uno zeppelin in fiamme. E i soldati inglesi sono intorno a questa sagoma.
    L'altro ieri su Atlantide (la7) hanno fatto un documentario... proprio sul tizio che è morto in quel modo picaresco!
    ciao

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  5. Io ho passato i momenti migliori della mia infanzia e giovinezza a vagare sulle Dolomiti e guidata, alle volte, da un comandante dei carabinieri del luogo appassionato della 1° guerra mondiale sono finita su belle cengie e postazioni in cui ancora si respira un'aria strana, sarà l'emozione che ti danno le storie sentite sarà il vedere opere incredibili ma nell'essere lì ti da delle emozioni. Da una parte mi viene spontaneo l'odio per le guerre ma anche una certa ammirazione per quello che riuscivano a fare, per l' essere riusciti a sopravvivere in quei luoghi che tanto amo ma che sono spietati e che forse hanno ucciso anche più delle mine. Come scrivevo in un post sul mio blog non so se sono favorevole o meno a fare musei con i reperti o a fare ricostruzioni come è stato fatto sul Lagazuoi sanno troppo di Disneyland, oramai le postazioni di legno sono marce e spesso rimangono solo i resti di ordigni (qualche volta anche interi:))e tanto filo spinato ma forse è giusto così che la memoria rimanga tramandata dagli uomini e non dagli oggetti.

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  6. Ciao Emi, si, penso che la cosa importante sia stare attenti, essere curiosi, seguire quella vocina che improvvisamente ti chiede di saperne di più. Bello Atlantide, una delle poche cose che ancora si possono vedere in tv.

    Claudia, capisco (penso) quello che dici, ed è vero che basta poco per risvegliare emozioni. Però che bello quando qualcuno, attraverso quei manufatti le emozioni le coglie e te le racconta (tipo Paolini con Vajont)!

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